INSIEME – Giornata di Chiusura dell’Anno Scout 2014/2015

Anche quest’anno scout siamo giunti insieme sino alla giornata di chiusura, a conclusione di un percorso intrapreso durante le attività di sezione su argomenti tanto complessi quanto importanti.

A partire dalla Festa d’inverno, con un gioco di squadra che ha incluso capi e adulti scout ma anche i nostri amici di Emergency, abbiamo cominciato con i nostri ragazzi una riflessione sulla guerra, la sua realtà e le sue cause, le conseguenze sulla vita di tutti i giorni.

Domenica scorsa questo percorso ha trovato la sua conclusione con un’attività unitaria, capi e adulti, lupetti esploratori e rover fianco a fianco, sul significato di pace e le possibili soluzioni ai conflitti di tutti giorni. Nonostante la pioggia siamo andati sino in fondo e tutti hanno potuto confrontarsi con diversi personaggi da intervistare e hanno prodotto degli articoli per partecipare al contest giornalistico “Penna d’argento”, cercando di districarsi al meglio nel caos di opinioni anche molto diverse.

Dei momenti di riflessione importanti, all’anniversario del manifesto di Russell-Einstein per il disarmo nucleare e alla vigilia del 23° Jamboree mondiale, per capire come possiamo noi scout agire per la pace nella società odierna e nel nostro piccolo di ogni giorno, secondo la nostra legge e la nostra promessa. Uno strumento sicuramente importante di pace e fratellanza scout è appunto il Jamboree, raduno mondiale del movimento dello scoutismo, che si terrà quest’estate in Giappone e a cui parteciperanno due nostri esploratori, Giulietta e Alessandro. Gli è stato consegnato un foulard bianco, da ricoprire con le le idee di pace dei compagni di strada che incontreranno al Jamboree, per riportare le loro idee al loro ritorno a casa.

Buona caccia e buon campo estivo a tutti!
Kaa Pisa 1

Gli articoli vincitori:

LUPETTI (8-11 anni)
Un’idea di pace
Intervistando diverse persone sono state tratte delle “idee di pace”.
Gioia vive in periferia di una grandissima città colma un po’ di tutto. Nella sua città ci sono molti immigrati. Per lei la parola pace esprime la tranquillità di non essere minacciati o aggrediti.
Marco appartiene ad una famiglia povera. Studia scienze politiche e vorrebbe andare nel terzo mondo per aiutare chi ne ha bisogno. Le parole espresse da Marco sono: pace è quando tutti possono avere il benessere che ho io.
Il signor Arnoldo Rossi è un imprenditore fallito che fabbricava bandiere. Per lui la pace è prosperità economica cioè condivisione equa dei beni.
Il senegalese Abib Coitè è nato a Dakar e aveva quattro figli. Non aveva né cibo né lavoro. Un figlio di 6 anni è morto per assenza di cibo. Gli altri tre si chiamano Curma, Lepo e Modu. E’ venuto in Italia per cercare lavoro e avere condizioni di vita migliori. Pensa che la pace sia libertà dalla povertà.
Riassumendo la parola pace vuol dire “felicità di tutti”

ESPLORATORI (12-16 anni)
Le visioni della pace e dell’immigrazione delle persone intervistate sono diverse in base al lavoro che svolgono.
Il pescatore pensa che la pace sia non lasciar morire nessuno infatti in mare non bisogna abbandonare le persone in difficoltà, ma bisogna aiutarle.
L’imprenditore milanese, pensando prevalentemente ai suoi affari, pensa che la pace sia essere liberi di poter fare quello che si vuole. A lui basta che i suoi operai obbediscano anche se è convinto che agli immigrati siano conferiti troppi diritti e troppa libertà.
Il ministro dell’Interno vuole aiutare tutti, ma poiché le risorse che ha a disposizione non sono sufficienti vorrebbe che l’UE e le nazioni unite dessero il loro aiuto.
Il ferroviere pensa invece che la pace sia prevalentemente rappresentata dall’uguaglianza.
In conclusione l’opinione più condivisibile è quella del pescatore, che da persona semplice non è interessato esclusivamente ai suoi affari e con il suo altruismo propone di aiutare tutte le persone in difficoltà . Egli infatti vivendo a Lampedusa, si trova a stretto contatto con la realtà dei migranti in arrivo e con le mille difficoltà che si ritrovano a dover affrontare. La priorità secondo lui è infatti quella di aiutare queste persone che scappano da realtà terribili.