Daniela

Nel corso del 2007 Daniela è andata via, alcuni di noi erano suoi amici, altri si ricorderanno di lei come primula, esploratrice scolta o capo branco, mi piace ricordala con le parole di Lele:

Mi e stato detto se volevo scrivere qualcosa per Daniela, dopo la sua morte, questo non è facile perché un affetto ed una conoscenza che inizia più di quarantaquattro anni fa e cercare momenti prioritari in questo lasso di tempo non è, per me, facile davvero.

Conobbi Daniela e la sua famiglia. In quel tempo lontano, ero ospite di amici a Marina di Pisa e là, da Toto, la sera, gli adulti giocavano tra loro e i giovani con i giovani, erano presenti anche gli amici del bagno Siria, dove la famiglia Del Gratta: Tito e la signora Mimma, il babbo e la mamma di Daniela, avevano una grande cabina con terrazza sul mare. Veramente una gran bella famiglia, gentili, ospitali e gioiosi, quante volte sul calar del sole giocavamo sulla spiaggia con gli amici, col patino o il motoscafo sotto l’occhio vigile del suo babbo. Dany era veramente una gran bella ragazza un fisico alto, robusto, slanciato, un sorriso dolce e delicato, una voce chiara a volte stridula, un suo modo di fare semplice e spontaneo, molto socievole, sempre pronta a ridere e scherzare.

Tra noi, col tempo, nacque una dolce intesa che si consumava in carezze, abbracci e qualche bacio, che per i miei tempi erano molto spinti e conoscendo la famiglia così intimamente il rispetto che le portavo era molto alto. Passeggiate in bicicletta e col motorino: il suo Solex. Quando presi la patente le feci scuola guida con la mia Topolino del 49 e il suo babbo le comprò una Bianchina decappottabile, due auto leggendarie, che mi affidava per insegnarle a guidare. I momenti di svago e socializzazione erano molteplici con gli amici del mare: la sera dopo cena, la mattina sulla spiaggia, il pomeriggio altri giochi o passeggiate e più tardi a fare il “PARAPUNZI”, spesso eravamo da Donatella Guidi nella sua casa di legno nella pineta e le feste da ballo erano molto frequenti. Anche mio fratello Paolo ha incontrato la futura moglie in questo ambiente.

Daniela con la sua grande esuberanza iniziò presto a viaggiare, a girare il mondo, bastava che, con quel suo tono di voce che chiedeva senza chiedere, dicesse BABBO!? e la risposta era si, con una complicità reciproca basata sulla fiducia e libertà che aveva saputo conquistarsi.

Daniela era un anno più piccola di me ma, come sempre con le coetanee, più matura. Lei desiderava conoscere e vivere il mondo e così prese una strada che non potevo percorrere con lei, vuoi per motivi economici, vuoi anche per due meravigliosi genitori, i miei, Lara e Aldo, poco inclini a darmi tutta quella libertà , ma soprattutto ero io a non essere sulla sua stessa lunghezza d’onda.

Così il nostro rapporto cambiò, cambiò in meglio, una cosa nuova, diversa dalla banale intesa di coppia, quella dei si, no, ci vai, non ci vai, perché questo, perché quello ecc. No! Ma liberi. Quando ci incontravamo ci inondavamo con le nostre storie e la gioia era alle stelle e anche le effusioni.

Poi io mi sono sposato con Mirella, ho avuto due figlie, che amo, Giada e Isabella; Daniela ha incontrato Stefano, si sono innamorati e sposati. Stefano è un caro amico, spero che rimanga tale e che anzi la nostra amicizia possa aumentare.

La morte improvvisa della signora Mimma, la mamma di Daniela, sconvolse la vita della figlia arrecandole un dolore da cui non si è mai pienamente ripresa nonostante si sia sempre impegnata a superarlo, non riusciva a farlo, non riusciva a capire. Poche volte ne abbiamo parlato assieme, qualche volta aprendosi e facendomi vedere i suoi più fidi ricordi dove, senz’altro, respirava l’aria della mamma. Ha tirato avanti così per anni, trascurando la propria salute, per Stefano non è stato certo facile cercare di distoglierla da questo cruccio.

Il primo maggio del 2007 in occasione del S. Giorgio ci siamo incontrati noi della compagnia Topo Gonzales, credo di poter dire a voce alta, amici fedeli, io Gabriele Pinochi, Franco Nicolini, Marco Pappalettere, Tommaso Como, Giuseppe Biagini, noi ci frequentavamo di più, ma amico fedele è anche Paolo Benvenuti che uscì dagli scout nel 1969 un anno dopo che vi ero entrato. Quando ci incontriamo ci salutiamo con gioia, ne abbiamo fatte tante, ma tante insieme, belle da ricordare, senza pentimenti ma con il rimpianto che tutto ciò appartiene al passato. Come i moschettieri “uno per tutti, tutti per uno” mossi solamente dai sentimenti di amicizia, fiducia, rispetto e fratellanza, si! eravamo scout, ma forse eravamo scout già nel cuore e nell’animo perché calzavamo in pieno la promessa e l’ultimo messaggio di B.P.: La vera maniera di avere la felicità è di darla agli altri. Dunque altruismo e non egoismo.

Torniamo al S. Giorgio, è stato per me, e non solo, una grande festa, un bel momento, grazie a quel qualcuno che l’ha fortemente voluto, grazie Beppe e a quelli che l’anno preparato, grazie Sezione.

Ho riabbracciato tutti e piano, piano ricominciamo, dopo tanti anni, a vivere momenti comuni nonostante che ognuno di noi sia incastrato nella propria vita come una tessera in un puzzle. Credo sia stato difficile riconoscermi perché guardandomi nelle foto mi sono trovato brutto e goffo, ma la cosa importante è che non lo sia l’anima.

In questa occasione ho riabbracciato Daniela, ci siamo scambiati piccole e poche parole, poi abbiamo pranzato assieme, lei era davanti a me, abbiamo riso e scherzato come ai vecchi tempi ricordando il passato nel presente e, al momento delle foto di gruppo, lei era dietro di me con la mano sulla mia spalla, col suo dolce e delicato sorriso. Non so se sono stati gli ultimi momenti belli della sua vita, perché pochi giorni dopo era ricoverata in rianimazione. Subito telefonai a Stefano che mi spiegò la situazione. Si stavano trasferendo in un centro di riabilitazione a Montecatone. Là Stefano, dopo alcuni giorni, mi fece e le fece un regalo molto bello: parlammo al telefono. Se avessi avuto come sorella Daniela, con la complicità che ci legava, tante cose non sarebbero successe e forse ero io il fratello che inconsciamente avrebbe sempre voluto.

Pur di essere al suo funerale sono partito due ore prima dell’alba da Novara e alle nove ero a S. Piero per porgerle l’ultimo saluto, qui, sulla terra. Ho la certezza che le anime vivono con chi amano, si muovano, comunichino e partecipino, ma non vanno disturbate, sono guidate da forze benigne e dall’amore di chi le ricorda.

Gabriele Pinocchi, per gli amici Lele.

Per i fratelli scout tutti! B.P. BISONTE PAZIENTE

p.s.

Sento il bisogno di scrivere una canzone che cantavo da bambino insieme ai miei cugini scout e poi una mia interpretazione

Guardati intorno Scout

Il bosco si ridesta.

Salta di ramo in ramo.

Lo scoiattolo in festa.

E adesso par che dica.

Sei sulla buona strada

Prosegui il tuo cammino.

Fratello Buona Caccia.

Interpretazione

Osserva la tua vita.

Scout che la vita

Si ridesta e ti ridesta.

Salta da unemozione allaltra che

La tua anima è in festa.

E adesso par che dica.

Adesso lhai trovata.

Proseguila è il tuo cammino

Fratello buona vita

daniela

2 commenti

  1. Bruno:

    Oggi,per caso (?), mi sono trovato sul sito CNGEI di Pisa. Tra i più grandi qualcuno si ricorderà ancora di me dopo una quarantina di anni. Ho letto il bellissimo ricordo che il caro Lele fa di Daniela, io la chiamavo con affetto Danielona, quanti ricordi.
    Ho partecipato anche io al raduno del 2007 e li ho potuto riabbracciarla e riabbracciare tanti amici con cui ho diviso una parte della mia vita.
    Questa è una bella occasione per dare un altro bacio a Daniela e un saluto a tutti gli scout di Pisa che ricordo sempre con tanto affetto.
    Bruno Paparatti

  2. lilypatti:

    Che tristezza, ritrovare all’improvviso i ricordi di un periodo bellissimo e scoprire che Daniela non c’e’ piu’! Anche se sono passati tanti anni mi ricordo molto bene di Lei e mi dispiace veramente che adesso prosegue il suo viaggio lontano da famiglia e amici.
    A tutti quelli che la ricordano con affetto e simpatia buona vita.