Piero Nissim: Due pensieri sull’Incontro di domenica.

Cari amici scout,
dopo il nostro incontro di ieri per il 60°, ecco alcuni pensieri a caldo che mi piace condividere con voi.
Come avete letto, l’ho chiamato incontro e non “raduno” che sa tanto di ex e reduci di chi sa quali imprese… Invece il nostro è stato un incontro,un bell’incontro,di persone di almeno tre generazioni,con in comune un’appartenenza alla “famiglia” scout (un tempo si diceva,e forse si dice ancora,“una volta scout,sempre scout”). Certo non sono mancate le “comunelle”,il formarsi di gruppi/ricordo della vecchia guardia e della media guardia,lo “stacco” dai giovanissimi scuot di oggi. Ma era inevitabile. D’altra parte chi non era stato in campeggio a La Verna o all’Isola del Giglio o a Cagliari poteva ascoltare racconti e ricordi ma non certo rivivere e condividere con emozione quelle esperienze come chi le aveva vissute,come Biagio, Paolo, Vittorio, il sottoscritto e altri che ho rivisto ieri…. Lo stesso vale per altri campi successivi (Cervarezza,per es.) che mi sono perso e di cui ho ascoltato i racconti con l’invidia dell’assente…. (entrato nel Gei,lupetto,nel 1954 ne sono uscito nel 66).

Mi scuso a posteriori con tutti per le gaffe, le controgaffe,i tu chi sei?i non ricordo bene….che ho distribuito in larga misura a destra e a manca. Ma era anche questo inevitabile un po’ per tutti,dato i tanti che eravamo e il tanto tempo – in certi casi anche 40 anni! – intercorso da un precedente incontro. Penso sarà stata più facile per noi tutti la cena con i vecchi compagni di liceo:solo una ventina di persone con cui avevamo passato gomito a gomito 5 anni di vita scolastica…

Comunque vi ho rincontrato tutti volentieri,dal primo all’ultima. Il primo poi che mi ha salutato (ci risiamo,non ricordo il nome…),mi ha colpito subito al cuore,dandomi la mano alla maniera scout,un gesto,e un’emozione,che avevo dimenticato:le due mani che si stringono in un doppio nodo,con quel “varco” fra il mignolo e l’anulare che trasforma la “stretta” in una sorta di abbraccio…
Vedendovi ieri in gran numero,e soprattutto scorrendo l’elenco ancor più numeroso che il (bravo) Biagini è riuscito con pazienza a ricostruire nel sito,non ho potuto fare a meno di pensare ad un dato,a mio avviso importante:in questi 60 anni,negli scout c’è passata tutta Pisa o per lo meno buona parte di Pisa. Di certo la sua parte buona e migliore. Non penso alla Pisa-bene,perché negli scuot c’erano famiglie di tutte le classi e condizioni economiche,con quella buffa divisa che unificava i redditi (e se qualcuno aveva difficoltà a pagarla la divisa o la quota annuale,c’era sempre la Signora Tongiorgi che con tatto provvedeva direttamente o per suo tramite…). E non penso nemmeno alla Pisa-di-sinistra,perché c’erano nel Gei ragazzi e ragazze di famiglie di varie ideologie,anche se in prevalenza di sinistra. Allora quale Pisa è passata negli scuot? Direi la Pisa della solidarietà,della cultura,della tolleranza,la Pisa migliore che ha cresciuto ed educato una schiera di bambine e bambini,oggi donne e uomini liberi,con menti aperte,rivolte al futuro,ad un futuro di pace e di fratellanza,alla quale mi sento fiero di appartenere.

Cosa avrei voluto di più dall’incontro di ieri? Forse un po più di solennità: un’alzabandiera tutti in silenzio,poche parole di omaggio,sempre in silenzio,per “quelli tornati alla casa del padre”,poi un bel fuoco,seduti insieme a cantare i vecchi canti scout (a me piaceva quello “e per la strada incontra la bella scouttina oilioilàerataplà”) e alla fine in piedi, oscillanti in quell’abbraccio unico che commuove sempre, sulle note del Canto dell’Addio (“ma non addio diciamo allor….arrivederci ancor fratelli, arrivederci si….” E poi la strofa muta,a bocca chiusa:mm mmmm mm mm mmmm….).

Si,mi sarebbe piaciuto. Ma, ora che ci penso, io sono andato via alle ore 16 e forse tutto questo è stato fatto dopo. O si farà alla prossima…
Come salutarvi? Mi torna in mente il vecchio motto:“Buona Caccia”, ma non mi va di usarlo. Non mi ci riconosco oggi in quel saluto, sono anche vegetariano…. Poi a caccia di chi,di cosa? Forse, ma il mio è solo un suggerimento, potrebbe essere cambiato questo saluto, in una visione di uno Scoutismo “riformato” che sa rinnovarsi e magari scrollarsi di dosso quell’ombra sottile di vago militarismo che si porta dietro dal tempo – datato – del suo fondatore.

Allora “Buona Vita?….Buona Strada?….” Non so.
Un abbraccio,

Piero Nissim

Vorrei ringraziare chi ha organizzato e reso possibile l’incontro,dal Presidente Patrizia Colombini a tutti quelli che hanno collaborato alla sua riuscita,dal tavolo delle foto alle fragole con la panna. In particolare ringrazio e saluto con affetto Biagio e Sebastiano. Ci sono persone che senza volerlo,senza richiederne il ruolo – e lì sta il loro vero pregio – in qualche modo diventano i rappresentanti di una appartenenza,di una comunanza,di un “popolo” (in questo caso del “popolo scout pisano”). Loro sono fra queste. Biagio con il candore e la semplicità del suo agire,da vero uomo buono;Sebi con il suo fare curioso,la sua disponibilità,lo sguardo vispo,il suo viso intelligente e,fortuna sua,ancora un po’ bambino. Lo stesso di quando era un mio lupetto (il preferito,ora lo posso dire…) ed io ero il suo Akela.